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Un po di storia |
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La storia delle organizzazioni assistenziali in Toscana affonda le sue radici nel Medioevo, con la costituzione a Firenze, intorno al 1250, della “Compagnia della Misericordia” istituzione caritatevole con il compito di esercitare opere di misericordia corporali come dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, ospitare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati e seppellire i morti, nonché spirituali come consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. Pure in Agliana sorsero nel Medioevo “Opere” a carattere vario: religioso, sociale e assistenziale trasformate poi nelle “Compagnie” nelle quali erano coniugati fervore religioso e spirito di sacrificio in un intreccio di fede cristiana e pietà umana. Queste Compagnie furono vive fin dai primi del quattrocento e, solo per i propri associati, pensavano all’assistenza dei malati, al loro trasporto agli ospedali, ai servizi funebri, ai suffragi per i morti ed ai cimiteri. Nel settecento illuminista e riformatore il Vescovo di Pistoia e Prato Scipione de Ricci, d’accordo col Granduca Pietro Leopoldo, sciolse tutte le Compagnie unificandole in un'unica Compagnia detta della Carità. Da allora cominciò anche in Agliana un certo inaridimento dell’organizzazione assistenziale, ma questa riforma in pratica ad Agliana non durò a lungo perché la Compagnia del SS. Sacramento sciolta nel 1784, riprese la sua attività nel 1792. Sotto la spinta della nuova mentalità civile portata anche in Agliana dagli eserciti Napoleonici, prese consistenza uno spirito assistenziale e laicale che, attraverso le successive vicende del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, esprimeva ai primi del Novecento una rinnovata mentalità pubblica nell'affrontare i problemi dell’assistenza. In questo periodo le “Compagnie” si divisero in due filoni fondando associazioni ora civili, ora religiose. Ai primi del Novecento Agliana versava in condizioni di particolare sottosviluppo, ed alcuni volontari guidati dall’Economo Don Adriano Mari parroco di San Piero, pensarono alla Misericordia come alla istituzione capace di venire incontro alle esigenze assistenziali, nell’anno 1908, fu fondata una squadra di Pronto Soccorso; le riunioni si tenevano in Canonica, fu nominato un presidente (Guido Guarducci) un segretario (Paolo Cipriani) un cassiere (Pietro Giovannelli) e un capo-quadra (Guglielmo Maselli). I nuovi aspiranti fratelli dovevano versare una quota di iscrizione e dopo tre anni erano considerati soci effettivi. Per il servizio di trasporto degli ammalati veniva impiegata una lettiga a mano spinta d quattro fratelli che venivano chiamati a prestare la loro opera da dieci rintocchi di campana ripetuti per due volte a breve intervallo, e questa consuetudine è durata fino agli trenta del ‘900. I soci fondatori si sobbarcarono mille sacrifici al fine di avere una cassa necessaria ai bisogni, e i viaggi che la Misericordia eseguiva, per lo più a Pistoia e Prato, richiedevano la compartecipazione alle spese da parte della famiglia del malato nella misura di 5 lire. Sotto la spinta di Don Egidio Cecchi, cappellano a San Piero dal 1915 al 1930 la Misericordia fu stimolata ad un’azione popolare sempre più incisiva. Stipulò un contratto di affitto per uno stanzone situato presso la chiesa parrocchiale per uso di rimessa dei carri lettiga e dei carri funebri; si occupò dell’ingrandimento del Cimitero di San Piero; fu acquistata la prima autoambulanza con trazione a catena e fari a carburo e fu steso anche lo Statuto della Confraternita della Misericordia in San Piero Agliana, dalla cui lettura si evince l’impronta cattolica e la volontà di affermare che essa dovesse appartenere a tutto il Comune, pur avendo la sede in San Piero. La seconda ambulanza fu acquistata nel 1934, una Fiat 503, e fu un avvenimento grandioso, dato che trasportò una paziente in un ospedale di Torino. Durante la guerra, la Misericordia come istituzione si fermò, ma riprese vigore non appena essa ebbe termine. Nel 1947 fu acquistata per merito del benefattore Mario Baldi un’autoambulanza Fiat 1100, si costruì’ un garage per gli automezzi in Via Matteotti su terreno della Chiesa, nel 1949 fu costruito un ambulatorio e nel 1951 viene acquistato il primo carro funebre, Fiat 1500, usato fino al 1967. Successivamente si fecero nuovi ambulatori ed un circolo per i fratelli in Via Amendola. Nel 1954 venne inaugurata la quarta ambulanza, Fiat 1400, donata dal popolo. Nel 1960 la Misericordia di Agliana ottenne anche il riconoscimento civile di Ente Morale, che ne sanciva a tutti gli effetti la libertà e l’indipendenza, e così la Misericordia è entrata a poco a poco nel cuore di ogni aglianese di qualunque ceto sociale e credo politico, e la comunione che esiste tra il popolo di Agliana e la Misericordia risulta evidente nella festa di S. Antonio che si celebra nel giugno di ogni anno, in cui si distribuisce il pane benedetto, in ricordo di tempi più tristi. I servizi di soccorso, sociali e funerari negli anni si sono moltiplicati, e l’attuale sviluppo sia in mezzi che in immobili è merito essenzialmente della popolazione e di lasciti in memoria di defunti oltre che di istituzioni locali.
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Ultimo aggiornamento effettuato mercoledì 09 gennaio 2008